Frank Lloyd Wright, Guggenheim Museum, New York
Frank Lloyd Wright, Guggenheim Museum, New York
È comune, soprattutto nel mondo occidentale, vivere con profondi squilibri tra fisicità, pensiero e affettività.
L’uomo contemporaneo risulta lacerato dalla sopraffazione di uno di questi elementi sugli altri, è necessario quindi ristabilire un giusto equilibrio tra le parti.
La cultura dei nostri giorni, nel mettere in evidenza la dissoluzione delle vecchie identità e il profondo mutamento antropologico in corso, è molto lontana dall’affermazione di un’utopia neo umanistica. Essa non può abbandonare, tuttavia, il tentativo di riallacciare i possibili mondi futuri ad elementi di civiltà ancora primari e vitali.

Il progetto
“DIFFUSA/MENTE/MUSEO” intende riportare ad unità le componenti dell’uomo e del territorio con una visione della vita basata sull’equilibrio tra il fare e il pensare.
Il sapere non è solo la conoscenza concettuale delle cose ma anche la sapienza nel realizzarle e nell’usarle.


Wright, in aperta polemica con il museo chiuso e lontano dal quotidiano, con la “strada” elicoidale, quasi da parcheggio multipiano, risucchia la città all’interno della sua struttura museale.


OBIETTIVI :
Spazi allargati d’azione per la creatività e la cultura. Spazi per nuove comunicazioni.
Si tratta di mettere in moto un programma di sviluppo territoriale auto-sostenibile, da attivare nei comuni individuati, tramite la messa in rete delle potenzialità esistenti.
Trasformare un insieme di comunità individuali fatte di campanili e di esigenze particolari in una visione unitaria dove le unità, con il loro patrimonio storico, artistico, socio culturale ed economico, diventano un territorio con un’immagine vigorosa.
La trasformazione avviene monitorando tutti i possibili percorsi, settori e ambiti e definendone di nuovi, trasversali, tali da intercorrelare tra loro itinerari storici, artistici, naturalistici, formativi, turistici, gastronomici e realizzando momenti di aggregazione su specifici percorsi tematici dove si esplicitano sia le interconnessioni di fatto esistenti, sia i nuovi interventi per sviluppare settori in difficoltà o per colmare lacune, o sanare fratture.
Si costruiranno itinerari-percorsi, con l’intervento di artisti, artigiani, professionisti, in collaborazione con laboratori delle scuole e del territorio, per esprimere creativamente la storia e la cultura dei luoghi. (Itinerario della conoscenza, itinerario della formazione, itinerario della realizzazione o del fare).

ARTICOLAZIONE INTERVENTI

• Monitoraggio delle risorse esistenti (possibile tessuto di creatività diffusa con assenza di interlocutore per coordinare e dare forma alle idee).
• Relazioni dirette con le persone con l’ascolto delle singole necessità, progetti, intenzioni, sogni.
• Ridare fiducia alla gente in relazione alle proprie idee. (Poter disporre sul territorio di un interlocutore capace di unire le idee tra loro e inserirle in una visione progettuale omogenea).
• Tradurre le esigenze degli altri in grandi visioni capaci di produrre innovazione.
• Raccogliere le idee e trasformarle in progetti fruibili.
• Linea telefonica ad accesso diretto. (Esserci per gli altri)
• Realizzazione di segnali indicatori omogenei per aiutare la costruzione di una identità territoriale.
• Sinergia nei punti di contatto con i progetti PRUSST (Progetti di Riqualificazione Urbana e Sviluppo Sostenibile del Territorio).
• Eventi artistici di rilievo internazionale con il coinvolgimento, tramite laboratori, delle scuole locali.
• Museo puntiforme con sedi negli “Ateliers d’Artistes”.
• Ripensare il museo, ove esiste, come luogo di permanenza degli artisti per favorirne la formazione, o come centri per la rinascita di una identità culturale locale.
• Gallerie d’arte con la funzione di stimolatori della ricerca attraverso laboratori di qualificazione e riqualificazione degli artisti, soprattutto giovani.


Alessandro Mendini, Groninger Museum, Groningen, Olanda.


Alessandro Mendini, Groninger Museum, Groningen, Olanda.


La centralità della
torre-deposito è sottolineata dalla sua posizione e dalla laminatura color oro. Essa, come elemento fondante di una nuova dinamicità museale, rimette in circolo periodicamente la propria linfa.

Frank O. Gehry, Museum Guggenheim, Bilbao



• Innalzamento della qualità delle produzioni dei laboratori artigianali esistenti e stimolo per la formazione di nuovi.
• Formazione e riqualificazione per la produzione di Souvenirs di qualità e di oggetti per il Merchandising museale.
• Fare un grande museo mettendo in rete tutte le risorse, non solo museali in senso stretto, come opere all’aperto, piccoli siti archeologici, spazi autogestiti, laboratori artigianali ecc...

Frank O. Gerhy, Museum Guggenheim, Bilbao

Gehry articola i corpi della costruzione fino a coinvolgere il “Puente de la Salve” in modo da toccare la città e dialogare con essa.